The right to be GIF

Posted on December 2, 2013

0



Recentemente Google Plus ha lanciato un’iniziativa, che mescola saggiamente – come nella consuetudine di Big G – engagement, quel tocco di empatia che tanto ci piace, con un po’ di sano spirito competitivo, che, si sa, risveglia l’essere umano dai 5 agli 80 anni.

L’iniziativa-concorsone è la seguente: fai 5 pics in sequenza di un momento per te importante, caricalo su Google Plus che provvederà automaticamente a creare una GIF (leggendo sui vari forum, il processing automatico non è così raffinato), e se sei bravo/bello/fortunato/, il tuo momento #darivivere sarà condiviso sulla pagina di Google Italia.

L’iniziativa è stata lanciata per promuovere il Backup automatico delle foto (feature, che ammetto, evito come la peste pure io, per paura di condividere inavvertitamente con il mondo intero quelle foto che faccio per vedere se la maschera di bellezza è messa bene, oppure quelli inevitabili scivolamenti bimbominkia-con-sfumature-selfie che, ammettiamo, tutti diciamo “Ah, ma io non ho tempo per quelle c***ate”, mentre un sorrisino perverso si palesa sulle nostre labbra, al ripensare a quanto siamo venuti bene in quella foto apparentemente casuale, se non fosse per le piastrelle del bagno sullo sfondo….vero??), ma al di là della riuscita (o meno), con risultati a livello di engagement abbastanza vari.

Aldilà di questo, è stata l’occasione per veder fiorire uno dei pochi formati/linguaggi nate alle origini del web, ma che non son mai diventate desuete o per forza associate ad un dato periodo: la mitica GIF. Nata alla fine degli anni ’90 (se volete vedere una veloce storia della GIF, date un’occhiata al video “A Short History of the Gif”, di Sean Pecknold), per me, ma non solo, vedere (e perdere tempo prezioso che si potrebbe dedicare alla vita sociale/lavorativa) questa magia del web è quasi commovente: c’erano quando abbiam cominciato ad usare il computer (allora rigorosamente fisso), e Internet Explorer e Windows erano l’unico verbo possibile.

Così old -fashioned, ma mai andate in pensione;  conosciutissime da tutti, sembrano prendersi sempre poco sul serio, con l’uso scanzonato e a volte un po’ trash a cui sono state destinate.

Nulla di più falso: con la scusa di #darivivere, datevi un’occhiata alle GIF di RRRRRRRROLL, gruppo di ragazzi giapponesi che propone delle raffinatissime riflessioni sul tempo, usando il formato inventato da CompuServe nel 1987, oppure le GIF al limite dell’azioni di disturbing di Tina Fey, fino ad arrivare alle ultime sperimentazioni 3D. 26 anni, che parlando di web e di arte sono pari a 4 ere geologiche, e non sentirli: quasi un paradosso per qualcosa che ha sintetizzato il movimento, e quella particolare predilizione per il non-sense tipica dell’abitante del web:

“Our belief is that if something has movement, there should be a reason behind it, not simply to make a GIF because right now the Internet loves GIFs.”
Reed + Rader).

Note:

The history of GIFs”, Stephanie Buck, Mashable

Advertisements
Posted in: Art Public