Quando le pratiche partecipative son di casa. Anzi, d’appartamento

Posted on April 17, 2012

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“chi si è finito il mio vasetto di Nutella per i momenti difficili??!”. Questa e altre sono frasi tipiche all’interno della vita in condivisione, che può iniziare da studenti, ma molto spesso va avanti: fidanzati, amici, colleghi o semplicemente, sconosciuti che per vari motivi si trovano a condividere una casa, ma non solo. La convivenza si attesta sempre più un modello sociale alternativo, dove si creano e si disfano legami che non sono così facilmente inscrivibili nelle classiche definizioni di famiglia o coppia e che molto spesso, risponde ad esigenze che questi nuclei relazionali non soddisfano.

Già Billy Wilder, in modo un po’ malizioso, ci diceva che l’appartamento condiviso, è un luogo che appartiene a tutti e a nessuno, dalla natura  ibrida. E proprio l’appartamento in condivisione, no-man’s land sospesa tra  pubblico e  privato, è lo spazio da cui  l’associazione milanese Ex-voto fa partire il proprio progetto Rooms contest, che dà la possibilità a persone comuni, di creare microeventi creativi, con i soli mezzi messi a disposizione  da vicini, condomini, negozianti della zona, e alla fine di vincere pure un premio.  Dieci appartamenti milanesi e dieci eventi si  “sfideranno”, ma anche si incroceranno, fra il 12 e il 13 maggio, con le proposte più disparate:  da chi semplicemente aprirà il proprio appartamento per offrire un angolo lettura, a chi invece proporrà progetti più complessi che spingono al massimo quella sfumatura continua tra pubblico e privato. La messa in gioco del proprio appartamento, delle proprie relazioni affettive o semplicemente di vicinanza, forse è quell’elemento che dà “coraggio”  necessario per proporsi non più solo come pubblico, ma di cimentarsi  in un’attività creativa; si conosce meglio il proprio isolato, e magari, con il vicino di casa non si scambia più solo un “ciao”.  L’obiettivo è promuovere insomma, quella partecipazione di cui tanto si parla, che invece del macro evento da vedere, vorrebbe una disseminazione sul territorio di buone pratiche, di qualcosa che non duri l’entusiasmo di una sera ma crei davvero delle relazioni e qualcosa da portare avanti autonomamente. Non è un caso se tra i partner di progetto, oltre a Connecting Cultures, tradizionalmente votata alla promozione di pratiche partecipative,  troviamo anche Chritical City Upload, il “gioco che ti fa fare cose che non ha mai fatto”; ed è vero, perché è il primo videogioco che ti invita a staccarti dal computer e andare in giro per la città. La valenza ludica-competitiva certamente è una spinta forte, che non si esaurisce ai semplici “inquilinii”: gli stessi visitatori sono chiamati a muoversi attivamente, aderendo al concorso “Souvenir” e realizzando una documentazione originale e che colga lo spirito di partecipazione insito nel progetto.

Evidentemente, per gli Ex-voto, l’appartamento oltre che ad essere una condizione quotidiana (indovinate dove vivono?!!), è proprio una fissa: il progetto infatti parte da lontano, dato che  già  nel 2005  il collettivo Dimmer (Andrea Amici, Nicola Ciancio, e Simona da Pozzo) con il progetto 26H aveva sperimentato ed esasperato la labilità tra dentro e fuori connaturata all’appartamento in condivisione. Per 26 ore i membri del collettivo mettevano a loro disposizione il proprio appartamento a chiunque: esiti imprevedibili, da chi entrava per cucinare e farsi una chiacchera, a chi semplicemente si buttava sul divano per fare zapping davanti al televisore.

L’appartamento condiviso, come la camera d’albergo, è uno spazio che richiede una continua ricontrattazione, dove le proprie esigenze si incontrano e si scontrano con quelle altrui. Non a caso, in un progetto come Rooms, la prospettiva cambia: non c’è più netta distinzione tra creatore/curatore, fruitore, e perché no, elemento di disturbo, e la stessa visita non è solo un vedere, ma diventa una scelta: si sceglie di aprire casa propria, ma anche si sceglie di entrare in casa altrui.

*Potete “partecipare” a Rooms contest anche con un atto di generosità: cliccate qui per conoscere come.

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